Africa: l’alba energetica

Il discorso energetico assume caratteristiche del tutto specifiche quando si parla di Africa Subsahariana, una regione del mondo in cui l’accesso all’energia è drammaticamente basso
e le condizioni per ampliare la rete elettrica sono spesso proibitive. Ecco allora una panoramica delle soluzioni praticabili e delle condizioni necessarie allo sviluppo di un mercato elettrico che sia frequentato anche da privati.

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Le statistiche sull’accesso all’energia elettrica nell’Africa Subsahariana sono ben note e scioccanti: 620 milioni di persone (quasi la metà della popolazione dell’intero continente) vivono senza accesso all’energia elettrica; l’80% di loro si trova in aree rurali in cui solo il 14% delle case ha accesso ai servizi elettrici essenziali. L’Africa Subsahariana, inoltre, è l’unica regione al mondo in cui il numero di persone senza accesso all’energia elettrica sta aumentando. Negli ultimi dieci anni il livello di consapevolezza del problema è cresciuto notevolmente, come indicano i numerosi annunci sulle iniziative di elettrificazione di molti dei governi regionali e l’aumento dei fondi internazionali destinati alla risoluzione del problema. Iniziative di vitale importanza ma ancora distanti da quanto sarebbe necessario fare. Eppure sembra che la sfida all’elettrificazione universale possa essere vinta in meno di vent’anni. Ma cosa si frappone sulla strada verso l’accesso universale all’energia elettrica? L’assenza di un quadro normativo affidabile e di una pianificazione approfondita per l’elettrificazione costituiscono i maggiori ostacoli. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, l’Africa Subsahariana avrà bisogno di più di 300 miliardi di dollari di investimenti per garantire elettricità a tutti entro il 2030. E sono necessarie regole rigorose perché gli investitori privati possano gestire il rischio finanziario, strumenti efficaci che aiutino i governi, le agenzie competenti, i donatori e gli altri stakeholder a pianificare e stanziare saggiamente le loro risorse.

La realizzazione di reti per l’accesso all’elettricità è un problema molto complesso che non può essere semplificato, e il successo di qualsiasi tipo di approccio è vincolato al contesto locale

Perché è necessaria la pianificazione? La realizzazione di reti per l’accesso all’elettricità è un problema molto complesso che non può essere semplificato, e il successo di qualsiasi tipo di approccio è vincolato al contesto locale. Tuttavia esiste l’opinione comune che un piano di elettrificazione completo per l’Africa Subsahariana, e per ogni Paese in via di sviluppo, dipenda da una combinazione di soluzioni di estensione della rete e di soluzioni off-grid (microreti e sistemi a isola). Queste ultime possono sfruttare risorse locali e sono spesso l’opzione più a basso costo per una domanda limitata e situata lontano dalle reti esistenti. Offrono inoltre flessibilità: in alcune situazioni in cui l’allaccio alla rete è l’opzione più a basso costo, le soluzioni off-grid possono fungere da ponte, elettrificando le aree fino a quando la rete (tipicamente di proprietà pubblica e spesso in situazioni finanziarie drammatiche) potrà raggiungere la zona. Le soluzioni off-grid sono spesso finanziate privatamente, sia da piccoli imprenditori sia da grandi aziende, e i quadri normativi dei Paesi dell’Africa Subsahariana permettono il più delle volte agli imprenditori di negoziare le condizioni della fornitura off-grid con i piccoli villaggi o gruppi di consumatori. Sorgono quindi due questioni. Quando deve essere utilizzata un’opzione piuttosto che un’altra? Come devono essere stabilite le priorità per l’assegnazione delle risorse finanziarie e i tempi di realizzazione? Uno strumento di pianificazione ben strutturato può fornire una valutazione tecnico-economica precisa delle diverse alternative di elettrificazione, che, insieme ad altre considerazioni politiche, sociali e normative, possono essere utilizzate dalle parti interessate per arrivare a una decisione ponderata. Le preferenze dei consumatori sull’affidabilità della fornitura, la praticità di utilizzo, il potenziale per la crescita della domanda e la convenienza devono essere poste al centro di qualsiasi piano di elettrificazione. Oggi è possibile sviluppare input per strumenti sofisticati di pianificazione di impianti elettrici partendo da banche dati che si basano su dati geografici e tecnologie di visione artificiale che possono identificare gli edifici dalle immagini satellitari. Questi strumenti mettono insieme la distribuzione geografica dei clienti, la loro necessità stimata di energia elettrica, il layout e l’affidabilità della rete esistente e la disponibilità di risorse energetiche locali per determinare la migliore opzione di elettrificazione, le tecniche specifiche e il costo di ogni opzione. Inoltre, questi strumenti possono calcolare la necessità di rinforzi alla rete esistente e sono utilizzabili su tutti i tipi di aree, da province con poche migliaia di famiglie a interi Paesi. Come affermano gli esperti della Banca Mondiale «questi strumenti, utilizzati in modo corretto, possono fornire informazioni sugli interventi politici dei governi e sostenere la mobilizzazione di risorse per le iniziative di elettrificazione. Ci sono molti potenziali ostacoli che mettono a rischio il successo di queste iniziative, incluse le barriere politiche e sociali. Ma un caso supportato da dati scientifici raccolti in modo meticoloso avrà sempre più possibilità di superare le barriere». Perché un quadro normativo affidabile ha un ruolo così importante?

È il momento giusto per un’elettrificazione a lungo termine dei Paesi dell’Africa Subsahariana, basata su sistemi sostenibili sia a livello economico sia ambientale. Facendo leva sulla cooperazione tra governi, organizzazioni internazionali e principali attori del settore elettrico

Una larga maggioranza di esperti concorda sul fatto che servano regole affidabili per attirare i grandi investimenti di cui l’Africa subsahariana ha bisogno. L’elettrificazione rurale, on-grid e specialmente off-grid, è più costosa rispetto all’elettrificazione delle aree urbane con una densità di domanda molto più alta. In molti Paesi non è possibile pensare a una cross-subsidization dell’elettrificazione rurale attraverso i consumatori esistenti – pratica che prevede che parte dei fondi necessari vengano fatti ricadere aumentando il prezzo delle bollette di chi già possiede l’elettricità, ndr – perché la maggioranza delle case non è elettrificata e il sussidio richiesto sarebbe troppo elevato. Bisogna riconoscere l’esistenza di un gap di fattibilità tra i costi di elettrificazione e quanto possono permettersi i beneficiari. E abbiamo bisogno degli strumenti di pianificazione descritti per aiutare i governi, i progettisti e gli investitori privati a fare valutazioni migliori sul volume dei gap finanziari e sulle necessità per i progetti specifici. Un quadro normativo affidabile deve, infatti, garantire che il gap di fattibilità venga in qualche modo colmato, e che il rischio per gli investitori privati sia accettabile. Le microreti compatibili con la rete elettrica principale necessitano di un supporto normativo, essendo più costose rispetto alle reti basilari (la migliore opzione di elettrificazione che i nuclei familiari più poveri possono generalmente permettersi) e i loro sviluppatori devono poter colmare il divario di fattibilità. Queste microreti che utilizzano prevalentemente energia rinnovabile meritano di essere supportate dal punto di vista legislativo per diverse ragioni: a) è meno probabile che vengano smantellate quando arriverà la rete principale, riducendo così il rischio per i potenziali investitori; b) se le microreti a energia rinnovabile vengono mantenute, non verranno sostituite dal mix energetico della rete principale, che in molto Paesi si basa sui combustibili fossili, aprendo la strada a un modello a bassa emissione di carbonio; c) dal momento che le microreti compatibili con la rete principale possono fornire un servizio di pari livello (o maggiore) alla rete esistente, riducono la preoccupazione dei consumatori che la microrete serva solo a ritardare l’arrivo della rete principale; d) nei luoghi che possono essere raggiunti dalla rete principale, le microreti finanziate privatamente aiutano a ridurre la pressione sulle aziende di distribuzione, rimandando nel tempo il peso finanziario di cui si dovrebbero far carico. Siamo dunque nel momento giusto per intraprendere un percorso di elettrificazione a lungo termine nei Paesi dell’Africa Subsahariana che si basi su sistemi sostenibili sia a livello economico sia ambientale, facendo leva sulla stretta cooperazione tra i governi, le organizzazioni internazionali e i principali attori del settore elettrico.

Una larga maggioranza di esperti concorda sul fatto che servano regole affidabili per attirare i grandi investimenti di cui l’Africa subsahariana ha bisogno