Editoriale condiviso

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CONSUMATORE

Gli acquisti sono degli incastri. Mi informo su internet se voglio comprare un oggetto tecnologico perché ne cerco le specifiche tecniche; poi posso anche andare a comperarlo fisicamente. A volte mi provo dei vestiti in un negozio, poi li acquisto cercando promozioni online. Davide

Mi accorgo che le cose stanno cambiando, ma nella mia vita di consumatore non è ancora successo molto. Mi sto ancora domandando come trarre vantaggio da questa nuova corrente. Francesco

Oggi mi sento più protetto e indipendente. Se voglio posso fare acquisti che mi arrivano a casa in scatola chiusa, senza che tutti sappiano cosa ho comprato. Roberto

Mi capita di informarmi molto su internet prima di un acquisto economicamente importante, ma non per il resto, perderei troppo tempo. I vestiti li compro nei negozi, il frullatore online. Chiara

La rete ha creato nuove occasioni di consumo, perché permette di acquistare cose che in alcuni Paesi prima non avevano mercato e non sarebbero state distribuite. Enrico

Acquisto online tutto ciò che mi annoierebbe andare a prendere a piedi, come i biglietti del treno. Ma tutto ciò che devo vedere, fosse anche un piccolo oggetto, lo vado a comprare fisicamente, ho bisogno del contatto visivo. Claudia

Per me avere consapevolezza vuol dire comprare il cibo dai produttori e utilizzare piattaforme peer-to-peer per viaggiare. Silvia

Il mio portiere è diventato il mio negozio personale. Quando rientro a casa dall’ufficio nella guardiola del portiere del mio palazzo trovo ad aspettarmi i miei acquisti. Salgo in casa, apro i pacchi, gestisco eventuali resi direttamente dal mio telefonino e ordino altre cose. La mattina esco di casa e lascio in guardiola i resi che il corriere verrà a ritirare più tardi. Non potrei più pensare di fare di persona quello che faccio online. Come faccio ad aver ancora voglia di tuffarmi nel traffico della mia città per andare a vedere quel tale negozio nell’unico giorno libero che ho nella settimana? Ora in quel giorno vado in giro in bici o mi rilasso. Mi sento quasi liberata. Quello che faccio di persona, quando lo faccio, è una scelta, non più un obbligo.  Anastasia

Spesso ho consultato siti come Amazon mentre ero in un negozio per verificare prezzo, e commenti. Ho potuto scegliere – è successo – di comprare subito a un prezzo maggiore, perché l’attesa non valeva la differenza di prezzo; e ho potuto incrociare le informazioni degli utenti per scegliere il prodotto migliore. Laura

Se i consumatori capissero il potenziale politico che detengono, potrebbero incidere pesantemente sulle politiche dei brand. Elena

Oggi sono più consapevole rispetto al marchio che compro. Molte piattaforme di acquisto online permettono di selezionare il designer/l’azienda, rendendo più evidente un aspetto che prima poteva anche passare in secondo piano. Cristina

Oggi il consumatore ha più libertà di scelta perché è più informato: compra cosa vuole, dove vuole. In questo modo c’è una pressione al miglioramento, in generale, del rapporto qualità/prezzo dei prodotti, perché le persone si scambiano opinioni e scrivono quel che pensano. Mentre il negoziante potrebbe essere tentato di nasconderlo. Daniela

Le tecnologie ci permettono di collegarci con più persone e, di conseguenza, trovare più risorse, da condividere o acquistare. Michela

Ho application di ogni genere sul telefono, e cerco una casa in condivisione, un appartamento intero o una camera d’albergo a seconda di quanto mi devo fermare, di quali sono i servizi che ritengo necessari e così via. In una casa in sharing si può fare il bucato in modo più veloce ed economico e la rete internet è migliore che in hotel, dove però facilmente si trova la piscina, o addirittura la spa. E se sei stanco per il lavoro, o se fuori fa freddo, un po’ di tempo nel bagno turco o in sauna alla fine di una giornata di riunioni non è una cattiva idea, tantomeno a parità di prezzo. Emanuela

Quando sono a Milano vivo in questa casa. Quando non ci sono, ci sta qualcun altro. Gabriele

Paypal mi ha cambiato la vita: inserisci una volta sola i tuoi dati e via. Non hai bisogno di nient’altro, tutte le altre app dipendono da quella. Pietro

IMPRENDITORI ED ECONOMISTI

Più si condivide una cosa, più si abbattono i costi. E il vantaggio è sia per il privato sia per la società intera. Andrea, utente del coworking Talent Garden di Genova

Le persone investono soldi in quello che tu fai. Comincio a sentire per la prima volta che le mie idee sono importanti e che c’è più rispetto reciproco. Alchemy Collective, idea realizzata con il crowdfunding

Come faccio a lavorare tutto il giorno e ad andare anche dai miei clienti e sbrigare la burocrazia? Solo creando una rete si esce dall’impasse e si riduce la catena degli sprechi. Andrea Cattabrica, fondatore di Slowd, piattaforma di sharing design

Non si possono accusare le novità di uccidere le cose che c’erano prima. È come se le poste cercassero di frenare la diffusione delle email! Gian Luca Ranno, fondatore di Gnammo

Non è possibile inventare o pensare al futuro pensando che i nostri giorni migliori sono alle spalle. Ciò di cui le imprese hanno bisogno per innovare è proprio la fiducia nel futuro e nell’openness. GE, BMW, FIAT, Unilever, Castorama e altre aziende con cui ho lavorato si sono accorte che la maggior parte delle innovazioni proviene dall’esterno dell’azienda; pertanto la loro principale attività è diventata sviluppare dei recettori per attrarre, apprendere e collaborare al di fuori del core business aziendale. Lisa Gansky, imprenditrice americana

La nostra piattaforma aiuterà il mondo a tornare un villaggio, un posto in cui un sacco di persone si conoscono e si fidano l’una dell’altra. Brian Chesky, cofondatore di Airbnb

Io i trapani li vendo, ma oggi la gente li affitta dai vicini di casa o chiede una mano a qualcuno che non conosce. O mi faccio mangiare i servizi, o trovo un modo per ripensarli. Stefano Grisenti, capo progetto Vision di Leroy Merlin

L’economia non è qualcosa di astratto là fuori. È qualcosa che abbiamo creato noi e che ora stiamo modificando. Neal Gorenflo, cofondatore di Shareable

La vita è ciò che facciamo di essa. Stiamo cambiando le regole basandoci sulle diverse priorità della società. Bryant Walker Smith, Attornery Stanford Legal Fellow

Alla fine non sarà una peer economy o una sharing economy o una collaborative economy. Si chiamerà semplicemente “economia”. Jeremiah Owyang, Industry Analist