Le geometrie della partecipazione

La rete elettrica di domani non sarà fatta solo di snodi tecnici ma anche sociali, perché il consumatore oggi è persino protagonista del settore energetico: instaura un dialogo diretto con i fornitori e ponendosi al centro della rete. Il sistema unilaterale cessa di esistere e gli erogatori imparano a confrontarsi con l’economia circolare, scoprendo nuovi servizi e strade.

Opening of Serpentine Gallery Pavilion 2013 designed by Sou Fujimoto

La scienza ha svelato che l’elettrone è un ibrido di massa ed energia. Oggi, i progressi tecnologici e socioeconomici che stanno sconvolgendo il tradizionale e sonnolento mercato dell’energia trasformano il consumatore a sua volta in un “ibrido”, non più solo destinatario passivo, ma attore diretto di processi di servizio sempre più distribuiti e partecipativi. L’energia non è più una commodity fisica da distribuire e consumare, ma l’oggetto di un patto di responsabilità, partecipazione e sostenibilità, stipulato reciprocamente tra domanda e offerta. Il cliente finale cambia ruolo: la convergenza tra innovazione tecnologica dell’energia e delle reti di comunicazione ne sta progressivamente trasformando la funzione economica, attribuendogli compiti attivi e rendendolo partecipe di processi di scambi finora difficilmente pensabili su vasta scala. Il cambiamento è chiaramente visibile in due settori vicini e complementari a quello dell’energia, dove la sharing economy sta avendo impatti significativi: il mercato delle abitazioni e quello dell’auto. Nel primo caso, grazie a marketplace globali che assicurano visibilità, comparabilità e un alto grado di sicurezza delle transazioni, ogni famiglia si affaccia al mercato dell’ospitalità dal lato dell’offerta, e non solo da quello della domanda, mettendo a disposizione di ospiti – spesso stranieri e quasi sempre ignoti – parte del proprio patrimonio immobiliare, da una semplice stanza a un’intera abitazione. Ancora più dinamico e complesso è quanto sta avvenendo nel mercato dell’auto, dove al diffondersi del car sharing urbano – Car2Go, Enjoy, flotte di auto elettriche municipali – si affiancano forme di condivisione di tragitti o vere e proprie innovazioni nei modelli di imprenditorialità del settore logistico, come Uber e Letzgo. Tutto questo grazie alla diffusione e standardizzazione dei protocolli di comunicazione, all’interoperabilità dei sistemi di accesso, prenotazione e pagamento dei servizi, ma anche al più maturo e consapevole ruolo del consumatore finale. Una figura che, dismessi i panni del soggetto passivo, oggi è motivata e preparata a partecipare attivamente ai processi di erogazione di un servizio collettivo, apprendendone e rispettandone le regole, anche quando non sono scolpite nella pietra di leggi statali, ma derivano da adozione su base volontaria di semplici prassi comportamentali proposte dalla rete sociale di riferimento.

Energia fisica in cambio di flussi informativi e di scelte comportamentali: come è già successo nel mercato dell’accesso a internet, domani l’energia si pagherà – anche – in modalità non monetaria, tramite scambi in natura e in cambio dei dati dei consumatori

In questo contesto, si amplia il ruolo dei nuovi intermediari, che assumono forme innovative di pseudopotere legislativo e giudiziario: stabiliscono le regole e irrogano sanzioni – quali l’espulsione dal sistema – in caso di violazione. Come nei vicini mercati del trasporto automobilistico e dell’ospitalità, anche il mercato dell’energia è coinvolto in questa tumultuosa evoluzione del ruolo del consumatore, dopo un decennio di acculturamento all’economia della condivisione guidato dai sussidi al fotovoltaico domestico. Ma, mentre la diffusione dei pannelli solari sui tetti delle case finora è stata vissuta dalla maggioranza delle famiglie come una forma di blando opportunismo fiscale, la fine dell’epoca del sussidio facile marca l’inizio di un nuovo ciclo economico e sociale. Grazie anche all’evoluzione normativa sulle metriche e sui criteri di bollettazione, e a quella tecnologica sulle case intelligenti, le reti ibride di energia e comunicazione nello scenario dell’Internet of Things, si sta affermando un nuovo atteggiamento di partecipazione da parte dei consumatori. L’intera catena del valore del settore ne sta uscendo profondamente sconvolta, e ciò che prima appariva come una sequenza lineare e unidirezionale di produzione ed erogazione, oggi viene ripensata in un’ottica di economia circolare, dove sostenibilità e innovazione si coniugano in un nuovo ciclo di servizi. La rigida distinzione di fasi tra generazione, distribuzione e consumo, che ha guidato generazioni di modelli industriali e ha informato l’emanazione di norme e regole, viene messa in discussione dalle smart grid e dai progetti di utilizzo di sistemi distribuiti di accumulo dell’energia. La bolletta, retaggio di un modello di erogazione unilaterale e asimmetrico, mera rendicontazione burocratica di metriche tanto incomprensibili per il consumatore quanto occultatrici di prassi fiscali e tariffarie al limite dell’arbitrio, diventa un contratto di consapevolezza e di scambio.

L’energia non è più una commodity fisica da distribuire e consumare, ma l’oggetto di un patto di responsabilità, partecipazione e sostenibilità stipulato tra domanda e offerta

Energia fisica in cambio di flussi informativi e di scelte comportamentali: come è già successo nel mercato dell’accesso a internet, domani l’energia si pagherà – anche – in modalità non monetaria, tramite scambi in natura e in cambio dei dati dei consumatori. Pagare in modo direttamente correlato al consumo reale, scambiando dati sul proprio comportamento di consumo, possibilmente in tempo reale, come già accade nella telefonia mobile, è una grande scuola comportamentale: farlo è razionale sotto il profilo economico e tecnologico, per indirizzare correttamente gli incentivi alle scelte responsabili di consumatori e imprese. Il consumatore, così, esce dal suo isolamento di attore passivo e terminale, ed entra a far parte di una rete. Sistemi fisici e logici configurati sotto forma di reti, come nel caso dell’energia, sono di solito correlati da organizzazioni e servizi anch’essi strutturati a rete. Il criterio ineludibile di una rete è l’interoperabilità, dalla quale deriva l’interdipendenza. Oggi questo vale anche per i consumatori, in una nuova interoperabilità tra domanda e offerta. L’energia non è un servizio stand-alone, ma ha un insieme di vincoli fisici, economici e normativi che lo rendono un network service. Domani la rete dell’energia non sarà più fatta solo di cavi e di contatori, ma di nodi sociali – i clienti – sempre più consapevoli e partecipativi.