Segni particolari: consumatore

Identikit del consumatore odierno: riempitore seriale di carrelli online, geek dal dito veloce per scaricare la nuova app che consegna la spesa in un nanosecondo, lettore senza libreria perché vuoi mettere la praticità di Kindle. Abbiamo chiesto ad Alessandro Cattelan se si riconosce in questo profilo e abbiamo scoperto molte cose, dall’amore per i libri di carta all’attenzione quasi pioneristica per l’energia.

Vinyl Toy

Intervista a
Alessandro Cattelan

Presentatore televisivo

I sondaggi raccontano di consumatori che passeggiano per i negozi fotografando QR code per cercare informazioni, che consultano i blog mentre scelgono se comprare un prodotto o un altro, che se non hanno tempo di recarsi fisicamente in un posto acquistano tranquillamente online. Questo dovrebbe essere il consumatore evoluto, consapevole, informato e dotato di tecnologie all’avanguardia. Ma è già così? Siamo ancora in fase evolutiva o abbiamo raggiunto uno standard da consumatore 2.0? Abbiamo chiesto ad Alessandro Cattelan di prestarsi come campione d’indagine, di raccontarci le sue abitudini di consumo e quanto la tecnologia influisce su di esse. Tutti dovrebbero telefonare ad Alessandro Cattelan, almeno una volta ogni tanto. Il presentatore di X-Factor (oltre che speaker a Radio Deejay, scrittore, attore, compagno e padre) è una persona capace di inspirare una serenità fuori dal comune. In questi giorni concitati fatti di messaggi istantanei, visioni future più o meno torbide e paure millenariste (anche se l’anno 2000 è passato da un bel po’), Alessandro è in grado di riportare tutti con i piedi per terra già nei primi secondi di conversazione «Non ho mai imparato a sfruttare la tecnologia in modo completo» confessa candidamente, «uso il telefono in maniera ancora abbastanza basilare: chiamate, WhatsApp, due o tre applicazioni ma niente di che». Ed è solo l’inizio: Cattelan sembra impermeabile non solo a qualunque mania tecnologica che pare aver stregato il resto del mondo, ma anche a turboconsumismo («faccio questa cosa folle: compro quello che serve»), e uso e abuso di cibi bio, a chilometro zero e simili. «Sono ancora vecchia scuola, oltre la pasta integrale non vado, però ho scoperto che mi piace più il gusto e mi hanno fatto notare che fa anche meglio, quindi perfetto». Quasi a suggerire che forse il consumatore di domani non è quello che si fa prendere dalle mode o dall’ossessione tecnologia, ma una persona consapevole, che utilizza la tecnologia per lo stretto necessario, per informarsi e avere i giusti strumenti per decidere.

Alessandro va quasi sempre a fare acquisti di persona: «È anche un momento per stare insieme a mia figlia»

La faccia da “bravo ragazzo” che lo ha trasformato nel figlio buono e brillante che tutte le mamme vorrebbero (oltre che nel nipote sveglio e gentile di una famosa serie di spot) non sembra essere una montatura ma la pura realtà dei fatti. Da una celebrità come lui ci si aspetterebbe acquisti blindati, rigorosamente online, per evitare potenziali schiere di aspiranti popstar appostate al supermercato sotto casa, in attesa dell’occasione di fare un provino tra il banco dei surgelati e quello della carta igienica. Ma Alessandro va quasi sempre a fare acquisti di persona: «È anche un momento per stare insieme a mia figlia». Online compra poco, anzi pochissimo. E che cosa? Cose varie, come un cofanetto della serie tv Friends diversi anni fa («qui in Italia non si trovava»), o un curioso nettalingua, di cui con soddisfazione vuole spiegarci la funzione: «È una barra di rame che ti passi sulla lingua la mattina prima di lavarti i denti o la sera prima di andare a dormire e igienizza la bocca, previene il mal di gola. Un acquisto che forse avrei anche potuto fare fisicamente, visto che per comprarlo ho speso più per la spedizione che altro». Eppure anche nella vita di Alessandro Cattelan ci sono “vittime collaterali” della rivoluzione digitale: i supporti musicali. «Alla fine sento il bisogno del disco fisico solo quando sono a casa. La musica l’ascolto e la tengo nel telefono».

E per i libri? Vale la stessa cosa? «È diverso, i lettori di libri digitali mi stanno quasi antipatici, ci ho provato ma non riesco proprio a farmeli piacere. Quando vado in vacanza riempio ancora la valigia di quattro o cinque libri; magari rinuncio alle mutande, ma vedere un libro diventare sempre più sottile mentre lo leggo è una cosa che mi dà soddisfazione. Su un Kindle questo non succede, tutto rimane uguale: posso continuare a sfogliare all’infinito senza che ci sia nessun vero cambiamento». Fin qui il presente degli oggetti che ormai tutti utilizziamo. Ma per le visioni di cui parlavamo all’inizio? Droni capaci di consegnarci a casa un ordine fatto online in una manciata di minuti, e non solo: auto che si guidano da sole, di cui Google sfoggia già i primi prototipi, e su cui pare che anche Apple stia lavorando. «In verità questa storia dei droni inizia a farmi sorridere» sogghigna Alessandro al telefono, «sono le solite cose che da principio sono una sciccheria e subito dopo diventano mainstream». Continua: «Per esempio nel mondo della produzione video, dove sembra che nessuna ripresa sia possibile se non hai un drone. Qualche anno fa succedeva la stessa cosa con le persone che si sentivano fotografi solo perché avevano la app per mettere tre filtri alle foto. Adesso sono tutti registi d’avanguardia perché hanno il drone; magari non sono capaci di mettere a fuoco, ma sanno far volare questo coso». Il giorno della nostra telefonata coincide con l’apice dello scandalo emissioni Volkswagen: impossibile non incalzarlo dunque sulla possibile soluzione utopica a problemi di questo tipo. Un mondo dove a circolare saranno solo auto elettriche, che si guidano da sole per giunta. Che ne pensa il capitano di X-Factor? «Personalmente, non amando guidare, non vedo l’ora che arrivino macchine che si guidano da sole e parcheggiano da sole. Anche se, sentendone parlare da anni ma non avendone mai vista una con i miei occhi (né conoscendo qualcuno che l’abbia guidata), comincio a chiedermi se non ci troviamo piuttosto nella sceneggiatura di Ritorno al futuro…».

L’energia è un tema che mi è stato sempre a cuore perché sono fermamente convinto che, più andiamo avanti, e più ci sarà bisogno di gestire bene quel che abbiamo

L’energia, oltre a essere il tema che incalza sempre più la discussione globale, è anche uno dei servizi in cui la consapevolezza del consumatore rappresenta una delle strade per raggiungere l’efficienza. Alessandro, in particolare, ha a cuore il tema energetico ed è il protagonista degli spot a cui accennavamo in precedenza, quelli in cui lo si vede all’opera in scene di vita quotidiana a raccontare che per evitare di sprecare energia basta davvero poco. Il consumatore evoluto è quindi un consumatore più attento? Forse sì. «Per quanto riguarda il risparmio energetico mi ritengo una sorta di pioniere. Nella mia abitazione di Milano ovviamente è più difficile perché è in contesto condominiale, ma a Tortona, dove ho costruito una casa più nuova, già 10 anni fa avevo installato pannelli fotovoltaici e coperture di sughero per i muri per avere una ridotta dispersione del calore e dell’energia. È un tema che mi è stato sempre a cuore perché sono fermamente convinto che, più andiamo avanti, e più ci sarà bisogno di gestire bene quel che abbiamo, come energia e acqua». Forse è proprio questo il nuovo consumatore, più concentrato sulla sostanza che sulle mode, che utilizza la tecnologia come un mezzo e non come unica risorsa possibile, che pensa, innova e sceglie, che ragiona puntando all’efficienza.